Ti strapperei
le purpuree vesti
d’alto e ricco prelato
Ti fisserei negli occhi
standoti prepotentemente vicino
tanto da farti mancare
il respiro
e proverei sadico piacere
nel vederti impaurito
finalmente
insicuro
mentre comprendi
che sei solo
ed in mia balia
sottomesso ad un pazzo
furioso
lugubre messaggero
dalla valle di Josaphat
gran commendatore di giustizia
che in verità
ti chiamerà
ipocrita e verme
serpe ed assassino
l’inferno
Mi scrollerei le spalle
lasciandoti solo ed ignudo
dentro e fuori
a battere i denti e chieder
perdono.
© Rino Porrovecchio 1997/Tutti i diritti riservati