Da parecchi anni ormai il buon Emanuele, presidente di seggio presso una sezione della scuola elementare Bonagia a Palermo, mi chiama regolarmente per dargli una mano.
Ad ogni consultazione mi ritrovo dunque a ricoprire l’incarico di segretario di seggio ed a riempire verbali.
Ho sempre accettato perché Emanuele è una persona alla quale non so dire di no e perché, in fondo, anche questa è una forma di partecipazione alla vita civile della comunità.
Ho spesso aiutato i più giovani, delle sezioni attigue alla mia, se in difficoltà e fatto nel tempo anche qualche bella amicizia.
Queste ultime elezioni amministrative sono state però particolarmente “pesanti”.
La loro organizzazione ha mostrato, se mai ve ne fosse stato bisogno, quanto grande sia la mancanza di rispetto di chi ricopre un ruolo istituzionale nei confronti dei cittadini e quanto essi mirino soltanto a sfruttare il lavoro altrui ben oltre la decenza.
Non si comprende bene il perché, infatti, sia stato deciso di insediare i seggi direttamente la domenica, costringendo presidenti, segretari e scrutatori ad una levata alle cinque del mattino onde poter adempiere, in tutta fretta peraltro, al controllo del materiale, alla conta, firma e timbratura delle schede entro le otto del mattino (ora di apertura al voto).
Mi chiedo peraltro che senso abbia avuto la presenza delle forze dell’ordine il sabato notte considerato che i seggi elettorali son stati costituiti la domenica mattina.
Si è poi costretto il personale delle sezioni a copiare a mano ben ottomila nomi e cognomi (50 candidati per lista per 29 liste per due copie del verbale e due copie delle tabelle di scrutinio per l’elezione del sindaco e del consiglio comunale; 15 candidati per lista per 22 liste per due copie del verbale e due copie delle tabelle di scrutinio per l’elezione delle circoscrizioni) quando si sarebbero potuti più degnamente stampare direttamente i nomi e cognomi in tipografia.
Un lavoro da pazzi! Un’organizzazione da terzo mondo.
In pieno terzo millennio, in era informatica, nei nostri seggi si scrivono ancora a mano tutti i nomi e cognomi dei candidati. Quattro volte, peraltro! E’ indecente.
Un cenno a parte lo merita l’arredo dei seggi. Antiquariato ottocentesco. I tavoli, risalenti all’Unità d’Italia, non si reggono quasi in piedi. Sono tutti sgangherati, sporchi e riparati alla meno peggio. Le urne di cartone. Che vergogna! Specie avendo alla mente le immagini fresche (la domenica precedente) delle elezioni francesi con arredi nuovi e puliti ed urne di vetro. E’ indegno che un Paese come il nostro (da G7) si presenti invece in un modo tanto vergognoso. Probabilmente i nostri amministratori risparmiano. Risparmiano su tutto tranne che sui propri stipendi e su ciò che gli interessa. Per ottenere una buona affluenza alle urne, infatti, hanno candidato persino la zia Pina, offrendogli mille euro in cambio. Candidati che hanno preso appena venticinque voti ma che hanno fatto comodo ai partiti. Per mezzo loro molta gente si è recata alla urne. Ecco spiegati i 1500 candidati!
Il personale ai seggi ha lavorato domenica dalle 6.00 del mattino alle 22.00 ed il lunedì dalle 7.00 del mattino ininterrottamente fino alle 4.00 (ben che sia andata) della notte e per appena 149 euro!
Alle ultime elezioni politiche, peraltro, mentre il comune di Balestrate, ad esempio, ha liquidato le somme dopo quindici giorni, l'Amministrazione Cammarata lo ha fatto dopo sei mesi. Senza interessi, ovviamente.
E se io pagassi l'ICI sei mesi dopo la scadenza?
Una vergogna! Una vera vergogna! E’ indegno tutto questo.
Non sanno neppure cosa sia la dignità, la correttezza, il senso della misura ed il rispetto per le persone.