photo: Unter Den Linden © Rino Porrovecchio 2008
"Quando arrivai a Berlino mi stupii della sua bruttezza, della sua mancanza di armonia architettonica, di senso pittorico. Mi sembrava il corrispettivo urbano di un campo abbandonato, dove da tempo non viene falciata l'erba e tutto è lasciato a se stesso e al caso. Niente monumenti di scultori famosi già visti mille volte sui libri, nè viuzze accoglienti o piazze piene di turisti. A parte la porta di Brandeburgo, impressionante per il suo valore simbolico più che per la sua bellezza oggettiva, non si sa neanche dove farsi fare la foto ricordo. Niente centro storico. Niente chiese antiche e famose, belle fontane o ponti dalla vista mozzafiato. Solo una città piatta che, senza colline o monti dietro cui nascondersi, si offre per quello che è. Per quello che è stata".
Così, Alessandra Bartali, autrice di una delle più singolari ed interessanti guide turistiche sulla città, descrive il suo impatto con Berlino nel 1997.
Berlino, del resto, pesantemente colpita dai bombardamenti alleati durante la seconda guerra mondiale (un milione e mezzo di morti ed il 70% degli edifici distrutti) ed a lungo spaccata in due dal muro (1961-1989), ha così pagato l'esser stata la capitale dell'impero nazista. A distanza di undici anni dalla descrizione che ne fa Alessandra Bartali, Berlino appare invece oggi totalmente cambiata. Più che recuperare il proprio patrimonio storico-monumentale, ovviamente legato ad un passato del quale non si può certo andare orgogliosi, Berlino si è piuttosto data da fare nel tentativo di darsi un'immagine del tutto nuova, di riproporsi come moderna metropoli europea. Dalla riunificazione ad oggi, grazie ad una frenetica attività edilizia, alla quale hanno contribuito architetti come il genovese Renzo Piano, Berlino ha avviato un generale maquillage che le ha dato un volto completamente nuovo. La realizzazione di modernissime infrastrutture ed opere pubbliche, di imponenti costruzioni caratterizzate da mille geometrie, variegati colori ed effetti luminosi procede infatti a ritmi serratissimi. Vecchio e nuovo (in maggioranza) convivono accostati l'uno all'altro in modo tutt'altro che disarmonico a raccontare e lasciare immaginare tutto l'excursus di quella che è stata una delle più grandi capitali europee.
Berlino, circondata da grandi boschi e con immensi parchi in ogni quartiere, non è una città rumorosa, nonostante le sue dimensioni (quasi 4 milioni di abitanti) e la caoticità che ne deriva, non è una città prepotente, nonostante alcuni tratti imponenti, è un luogo che tende ad aprirsi alla multietnicità (notevole anche qui la presenza turca ed islamica in generale, cinese ed orientale, albanese).
Berlino è da indagare oltre che guardare, percepire oltre che ascoltare ed odorare.
Si, Berlino come Palermo, in alcuni quartieri (Kreuzberg su tutti) ha un forte odore che la caratterizza.
Berlino non sarà amabile ma affascina. E' di una bellezza dinamica, in crescita, che si respira nell'aria. E' una città vivace in continuo movimento ed entusiasma per tutto il da fare che si sta dando, in special modo se vieni da un Paese dove invece l'immobilismo regna sovrano, specie nel campo edilizio.
Vero è che in Italia abbiamo un patrimonio storico-monumentale che probabilmente non ha eguali ma altrettanto vero è che nulla di moderno o contemporaneo (degno di nota) viene realizzato e per questo un "grazie" va alla nostra classe politica e dirigente oltre che a tutte le inutili ed insensate "fisime" dei vari movimenti "verdi" e pseudo-ecologisti secondo i quali tutto deturpa ed onde evitare è meglio non far proprio nulla. Peccato che, seguendo tale filosofia, il nostro Paese sarà presto molto retrò.
Grüße aus Berlin