ContemporanEiTA'

Spazio critico e d'impegno individuale nel mondo d'oggi.

CHI SONO

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Nome: Rino Porrovecchio
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Sono nato a Palermo il 2 novembre 1965 e, dal 1983, lavoro nel campo delle telecomunicazioni per una grande azienda nazionale (fino al 2006 come progettista di reti tlc in rame, fibra ottica, ponti radio e wi-fi e poi come Process Support del Customer Operation Fixed Service). Amo l'arte, la letteratura e tutto ciò che è espressione e comunicazione, ricerca e riflessione: "L'arte rinnova i popoli e ne rivela la vita. Vano delle scene il diletto ove non miri a preparar l'avvenire". Nel 1998 ho frequentato il “laboratorio di giornalismo” di Roma diretto da Franco Rina e condotto da alcuni tra i più importanti giornalisti italiani (Maurizio Caprara, Vincenzo Mollica, Pino Scaccia, Piero Marrazzo, Andrea Purgatori, Massimo Gramellini, Carlo Picone, Fabio Tamburini, Silvana Mazzocchi, Aldo Fontanarosa, Carlo Picozza). Iscritto all'elenco speciale dell'ordine dei giornalisti di Sicilia (dal 1997), ho fondato e diretto il periodico "il Melograno" e collaborato con il quotidiano "il Mediterraneo" di Palermo e con vari periodici, tra i quali "Carta" (suppl. de il Manifesto). In poesia ho pubblicato "Fuoco di paglia", ed. Libroitaliano World, Ragusa 2006 (ISBN 88-7865-242-3) - col quale ho ricevuto la Menzione Speciale al premio letterario nazionale "Totus tuus" - e "Ribellione", ed. ISMECA, Bologna 2008 (ISBN 978-88-95895-12-3). Altre poesie sono state pubblicate in antologie e riviste letterarie. Ho partecipato a diverse esposizioni fotografiche collettive regionali e nazionali, sono iscritto UIF, ANAF e FIAF, socio dell'associazione fotografica palermitana "IMAGO" (della quale curo il sito internet) e collaboro con "il Gazzettino fotografico". Image Hosted by ImageShack.us
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lunedì, 12 ottobre 2009

Il fondo del barile

Terminata la mia settimana di permanenza a Cosenza, dove per lavoro son tornato un anno dopo la mia ultima volta, mi appresto a saldare il conto dell'hotel alla reception.
In passato avevo trascorso ben nove mesi nello stesso hotel, dove permanevo dal lunedì al venerdì.
E' il più vicino al luogo dove, per lavoro, mi occupo della formazione di tanti giovani.
Un call center che svolge attività di co-sourcer per la mia azienda.
Avevo sempre pagato, poi rimborsato dalla mia azienda, 99 euro per ogni pernottamento e prima colazione.
Quella mattina, con mia grande sorpresa, il conto era lievitato in maniera incomprensibile.
Ogni pernottamento non costava più 99 euro ma ben 129.
Comprendo che il tempo passa ed i prezzi spesso aumentano ma un aumento di ben 30 euro al giorno a persona a distanza di un solo anno mi sembrò esagerato.
Lo dissi dunque, con garbo, al cordialissimo personale della reception col quale, del resto, ormai c'è anche una certa "confidenza".
"Guardi che è in errore -mi risposero- il prezzo della camera non è aumentato di un solo centesimo. A differenza del passato, quando chiamava direttamente lei per prenotare, usufruendo anche dello sconto da noi destinato alla sua zienda, questa volta la sua prenotazione è stata invece effettuata tramite un'agenzia (la UVET) e dunque la sua azienda si sobbarca anche questa spesa che ammonta appunto a 30 euro al giorno a persona. Se avesse prenotato lei come al solito, avrebbe pagato i soliti 99 euro".
Considerato che la mia azienda, una grande azienda nazionale, una delle poche ancora in piedi, ci ha recentemente obbligati ad effettuare le prenotazioni esclusivamente tramite l'agenzia UVET, mi chiedo: ma perchè mai, se, respirando aria di crisi, si risparmia sul costo del lavoro, sui condizionatori (questa estate li accendevano alle 9,30 e li spegnevano alle 16,30) e su ogni cosa possibile, si buttano via adesso 30 euro al giorno per ogni dipendente in trasferta? Il dubbio nasce spontaneo: di chi è la UVET? Chi sta attingendo ai fondi ancorchè esigui della mia azienda? Ed in quante aziende italiane è avvenuta o sta avvenendo la stessa cosa? Chi sta raschiando il fondo del barile?

postato da: need alle ore 11:01 | link | commenti (2)
categorie: costume e società