Spazio critico e d'impegno individuale nel mondo d'oggi.
Ricevo, aderisco e volentieri segnalo:

Il 31 maggio scorso, durante la trasmissione televisiva di approfondimento giornalistico "In 1/2 h" condotta da Lucia Annunziata, il Ministro dell'Interno Roberto Maroni si rifiuta di rispondere a domande su alcune questioni che egli definisce come "gossip".
Se questo può essere condiviso a proposito della "querelle Noemi", non può invece essere condiviso a proposito dei voli di Stato impropriamente utilizzati.
Personalmente non nutro eccessiva simpatia per la giornalista Lucia Annunziata, spesso faziosa, ma in quest'ultimo caso trovo semplicemente sconcertante il silenzio del Ministro che, perdipiù, ha anche la faccia tosta di rispondere con un secco "va bene" alla successiva domanda su "come va la lotta alla mafia?".
A tal proposito mi domando, il Ministro Maroni ha letto il libro denuncia "Gomorra"?
Ha visto la sua versione cinematografica? Sa che l'autore Roberto Saviano è stato costretto a lasciare la Campania?
Sa che in Campania la situazione è ancora la stessa?
Sa che Palermo e la Sicilia non sono combinate molto meglio della Campania?
Sa che a Palermo l'80% delle attività commerciali è ancora costretta a pagare il pizzo alla Mafia?
Sa che se un'auto estranea (non riconducibile ad uno degli abitanti della zona) attravera il quartiere ZEN2 di Palermo viene bloccata con fare minaccioso dai malavitosi e lasciata andare solo dopo che questi ultimi abbiano appurato l'identità dei suoi occupanti?
Credo che tutto questo il ministro lo sappia benissimo e che nonostante tutto abbia una insopportabile faccia di bronzo.
Perchè solo se si ha la faccia di bronzo si può continuare a blaterate come fa lui di aria fritta a proposito di lotta alla mafia.
http://tv.repubblica.it/piu-votati/giorno/lite-annunziata-maroni-in-tv/33331?video

E' finita, per fortuna. L'ennesima domenica di follia si è conclusa. E' passata. Porta via con se un giovane, morto senza un motivo, e poi guerriglia urbana, violenza, odio, devastazione, dolore, paura ed ... irresponsabilità.
Si, l'irresponsabilità è proprio l'elemento dominanate di questa domenica folle. L'irresponsabilità è il trade d'union tra tante diversità (giovani, poliziotti, giornalisti, ultras, criminali, politici) che "finalmente" collaborano tutte insieme per il caos, che ottengono. Salvo poi lamentarsene e giocare al famoso scaricabarile.
Gabriele Sandri è morto domenica mattina, in un autogrill dell'A1, a causa del gesto irresponsabile d'un poliziotto che, osservata una rissa tra giovani, spara immotivatamente e lo uccide colpendolo al collo nel sedile posteriore dell'auto in cui si trova.
La notizia viene diffusa irresponsabilmente dai media bene o male come: "Poliziotto spara e uccide un tifoso della Lazio". Viene ad hoc creata la relazione "vittima-tifoso" che scatena poi l'apoteosi dell'irresponsabilità: "criminali" che cavalcano l'onda e causano invasioni di campo, sospensione di alcuni incontri, guerriglia urbana e assalto ad alcune caserme della Polizia.
E se la notizia la si fosse invece data parlando più opportunamente soltanto di Gabriele Sandri come cittadino piuttosto che come tifoso? Non si sarebbe probabilmente evitata la follia successiva? Se si fosse dato più peso al fatto che Gabriele era un DJ, ad esempio, piuttosto che al fatto che fosse un tifoso, non sarebbe stato più saggio?
Una segnalazione d'irresponsabilità, oltre al "Viminale" che ha gestito in modo pessimo la faccenda, la merità però anche Pier Ferdinando Casini (uno dei leader dell'opposizione) che oggi ha commentato quanto accaduto dicendo di non capire chi si accanisce contro il povero poliziotto, responsabile della morte di Gabriele Sandri, piuttosto che contro i responsabili della guerriglia urbana che ne è derivata. Casini sostiene (irresponsabilmente) il consolidarsi di due schieramenti ideologici: uno pro ed uno contro la Polizia. E questo, forse, andrebbe invece evitato, se si fosse più saggi e meno irresponsabili.



Oggi, sul Giornale di Sicilia, c'è un “pezzo” davvero interessante.
Un pezzo nel quale il cronista ci propone un proprio scoop.
Si, una notizia sensazionale.
Di quelle assolutamente nuove ed importanti.
Lo fa con un terzo di pagina (con tanto di foto) nella prima della “cronaca di Palermo”.
Col suo solito stile (quello criticatogli da molti sul blog) egli ci racconta di una iniziativa, "il lucchetto dell’amore”, della quale ha appena appreso da un segretissimo informatore.
Anche perché non penso proprio che il signor Roberto Puglisi passi il proprio tempo andando a controllare personalmente tutti i pali della città.
Nel “pezzo” il Puglisi ci racconta di Paolo e Jenny, che egli ha colto in flagranza (e qui sta lo scoop) mentre sono intenti ad importare a Palermo una moda che ha già fatto il giro del mondo. Ed ha dunque perso ormai di originalità e ha anche stufato.
Una iniziativa, quella di lasciare catene e lucchetti appesi ai pali, contro la quale si son già adoperati numerosi sindaci che hanno anche fatto rimuovere dai pali quintali di catene e lucchetti che ne compromettevano la stabilità e dunque rappresentavano un pericolo per la pubblica incolumità.
Il porre l’attenzione su questa sciocca e vecchissima iniziativa più che uno scoop (una notizia vera) è invece forse come un voler incitare a seguire l’esempio dei due innamoratini ritratti nella foto e colti provvidamente dal Puglisi. I media provocano spesso l'emulazione. Un invito indiretto volto ai giovani palermitani che io invece mi auguro abbiano il buon senso di lasciar perdere una iniziativa ormai priva di originalità ed il buon Roberto Puglisi con essa.
Precisazione: Il fatto che stiano facendo una cosa stupida non significa in alcun modo che Paolo e Jenny siano stupidi. A tutti è capitato (e capita) di farle.