Spazio critico e d'impegno individuale nel mondo d'oggi.
C'era tanta bella gente incravattata. Che si trattava di bella gente lo capivi proprio dagli abiti eleganti e dalle cravatte che ostentavano. S'inaugurava la riapertura di uno dei tanti palazzi storici di Palermo. Ad organizzare la serata era un'associazione culturale, coi soldi di una banca in cerca di polli cui affibiare un mutuo cinquantennale. In esposizone, per l'occasione, quattro photo d'un'artista locale privo di talento ma con prestigiose amicizie.
Ho sempre odiato i buffet. Non mi si addicono. Timido e con modi tutt'altro che villani, resto sempre digiuno.
Dopo essermi soffermato ad ammirare i capolavori in esposizione, m'ero appena avvicinato al tavolo dove tutti gli invitati s'erano indirizzati senza degnare neppure d'uno sguardo le photo in esposizione, ed attendevo, tra la calca generale, che il cameriere mi porgesse sul piatto che tenevo tra le mani un paio di tartine.
Purtroppo per me il cameriere, desiderando a tutti i costi manifestare la propria eterosessualità, non degnava d'uno sguardo gli uomini e continuava a servire solo le donne. Belle o brutte, giovani o anziane che fossero. Dava precedenza alle prime ma subito serviva anche le seconde. Del resto, se l'intento è quello di ostentare la propria eterosessualità non ci si può lasciar limitare da alcun intento selettivo. Van bene tutte. Grasse, magre, alte, basse, con le tette grosse o piccole, poco importa. Basta solo che siano donne e che si compiacciano.
Dopo aver ascoltato alcune lamentele in tal senso, per decenza o senso del dovere, il cameriere finalmente passa a servire anche qualche uomo. Non avendo con questi ultimi alcun interesse di natura sessuale, il criterio adottato per stabilire un ordine di priorità non potè che essere l'eleganza. Ovviamente riferita agli abiti e non ai modi. Più l'abito indossato era elegante e più i tuoi modi erano decisi, più lasciavi intendere confidenza con la ricchezza ed il potere. E prima si venina serviti dal cameriere.
Nonostante indossassi la giacca, avevo avuto l'ardire (com'è al mio solito) di accompagnarla ad un jeans e dunque tutto sembravo tranne che un riccone. Purtroppo, nonostante i miei quarant'anni, non ostento neppure il pancione del pappone. Sono anzi piuttosto snello e senza il faccione da porco.
Stavo dunque lì ad aspettare, io come altri con caratteristiche simili alle mie. Aspettavamo senza dir nulla per educazione e per padronanza di buone maniere.
Dalla nostra sinistra irrompe una signora che teneva in mano un piatto coi resti di ciò che aveva già mangiato e, con fare disinibito, lo pone, non curante di chi, accanto a lei, non aveva ancora mangiato nulla, dinnanzi al cameriere attendendosi qualche altro spiedino di pesce. Il cameriere, imbarazzato, gli fece notare che c'era gente che, a differenza di lei, non aveva ancora assaggiato nulla e l'invitava ad attendere.
Irritata, la signora, si lamenta del trattamento ricevuto col marito, ben vestito e con la faccia da porco che, coi modi decisi tipici del manovale (senza offesa per i manovali) afferra un piatto pulito dal tavolo del buffet e strattonando di qua e di la, si fa largo e lo porge al cameriere per essere immediatamente servito. Ottenuto il risultato desiderato, porge il piatto alla moglie con la quale si allontata ostentando un'aria soddisfatta.
Il 31 maggio scorso, durante la trasmissione televisiva di approfondimento giornalistico "In 1/2 h" condotta da Lucia Annunziata, il Ministro dell'Interno Roberto Maroni si rifiuta di rispondere a domande su alcune questioni che egli definisce come "gossip".
Se questo può essere condiviso a proposito della "querelle Noemi", non può invece essere condiviso a proposito dei voli di Stato impropriamente utilizzati.
Personalmente non nutro eccessiva simpatia per la giornalista Lucia Annunziata, spesso faziosa, ma in quest'ultimo caso trovo semplicemente sconcertante il silenzio del Ministro che, perdipiù, ha anche la faccia tosta di rispondere con un secco "va bene" alla successiva domanda su "come va la lotta alla mafia?".
A tal proposito mi domando, il Ministro Maroni ha letto il libro denuncia "Gomorra"?
Ha visto la sua versione cinematografica? Sa che l'autore Roberto Saviano è stato costretto a lasciare la Campania?
Sa che in Campania la situazione è ancora la stessa?
Sa che Palermo e la Sicilia non sono combinate molto meglio della Campania?
Sa che a Palermo l'80% delle attività commerciali è ancora costretta a pagare il pizzo alla Mafia?
Sa che se un'auto estranea (non riconducibile ad uno degli abitanti della zona) attravera il quartiere ZEN2 di Palermo viene bloccata con fare minaccioso dai malavitosi e lasciata andare solo dopo che questi ultimi abbiano appurato l'identità dei suoi occupanti?
Credo che tutto questo il ministro lo sappia benissimo e che nonostante tutto abbia una insopportabile faccia di bronzo.
Perchè solo se si ha la faccia di bronzo si può continuare a blaterate come fa lui di aria fritta a proposito di lotta alla mafia.
http://tv.repubblica.it/piu-votati/giorno/lite-annunziata-maroni-in-tv/33331?video

Domenica 17 maggio 2009 la Biblioteca "Imago" organizza la presentazione del volume di racconti “Cronache di attori di un teatro distratto” di Francesco Ferrante.
Alla presentazione del volume, che si terrà presso il Caffè letterario "Entourage" alle ore 16.30, in via Gioacchino Di Marzo 9/G a Palermo, interverranno la Prof.ssa Janet Ombra ed io. L'attrice Simonetta Genova interpreterà alcuni passi tratti dall'opera dell'autore




Photo © Manuela Sandri 2009

Verrà presentata il prossimo 30 gennaio, alle ore 17.30 presso la libreria Broadway, in via Rosolino Pilo n. 18, a Palermo, la mia seconda raccolta poetica dal titolo "Ribellione".
Alla presentazione interverranno il prof. Tommaso Romano ed il critico letterario e d'arte prof. Aldo Gerbino.
L'attrice Simonetta Genova, della compagnia teatrale "Il Carrozzone", effettuerà la lettura di alcune poesie tratte dal volume edito da Ed. ISMECA di Bologna.
La photo di copertina del volume è stata realizzata ed elaborata digitalmente da me.






Palermo ha spesso rinnegato intere fasi del suo passato. Via Roma nasce poco meno di cento anni fa, generata da un progetto che si proponeva di dotare di una nuova elegante arteria una delle zone più antiche della città, per adeguarla all’immagine d’internazionalità che andava sempre più affermandosi come necessità nella classe politica e culturale dell’epoca.
Quella che appare oggi di Via Roma, quando il passaggio di tre o quattro generazioni ha visto sfumare i ricordi del passato, è una immagine elegante, che sta riprendendo corpo attraverso i restauri; tuttavia le imponenti demolizioni e le cancellazioni di aree intere - perpetrate in modo sistematico e preordinato - hanno determinato la perdita della memoria storica delle stesse.
Da qui l’idea di documentare con questo volume, prima che venga definitivamente archiviata, una pagina della città irrimediabilmente perduta, con la certezza che oggi, con la mutata cultura dei beni architettonici e la diversa sensibilità nei confronti del patrimonio edilizio e sociale, tutto questo non sarebbe possibile. Nello stesso tempo, ricostruire la genesi e la realizzazione della nuova arteria, vero paradigma delle architetture della prima metà del XX secolo.
La puntuale e paziente ricerca d’archivio ha consentito non solo la ricostruzione completa delle fasi progettuali dei vari tronchi e degli edifici che li affiancano, ma anche di ritrovare le tracce di antichi palazzi la cui reale ubicazione era rimasta misteriosa: in particolare Palazzo Monteleone, enorme edificio con magnifico giardino che sembrava scomparso insieme al nome e del quale, invece, è stato possibile ricostruire storia e vicende.
Per acquistare on line il volume:
http://www.darioflaccovio.it/scheda/?codice=DF8364&arg=da
Per visualizzare un abstract del volume:
FARE VERDE FAREBBE
Una collettiva di fotografi tutti appartenenti alla
Casa dei Flickeriani di Palermo e Dintorni.
Ventisette scatti d’autore raccontano un’unica
sensibilità collettiva.
La mostra a tema aprirá le porte
martedí 11 novembre ore 21.30 con la
performance musicale dell´ensemble Bethsheba
e la pièce teatrale dell'Ats Spazio Zero.
L'inaugurazione martedì 11 novembre dalle 21.30
al Teatro Montevergini (Associazione TeatroPalermoFestival)
Piazza Montevergini, 8 Palermo
Performance musicale dell’ Ensemble Bethsheba
Pièce teatrale a cura dell'Ats Spazio Zero
Video Proiezione fotografica delle foto dei membri del gruppo
Degustazione di prodotti biologici naturali a cura di biosicilyexport
Aperta al pubblico
Da giovedì 13 a sabato 15 novembre
dalle 17.00
Saranno in esposizione le opere di Carlo Columba, Maria Concetta Cardamone, Mauro Biondo, Nicoletta Mele e Vincenzo Romano, Alessandra Meli, Alessandro D’amico, Antonio Ilardo, Caterina Bevilacqua, Erika Venturella, Fabio Gullotta, Francesco Azzolina, Francesco Martines, Giuseppe Viviano, Leonardo Pilara, Luca Savettiere, Marco Amantia, Pablo Gariffo, Roberto Selvaggio, Rosalia Geraci, Stefania Sales, Valentina Genchi.
L'esposizione è ideata e curata da Flavio Vicari

© Photo di Flavio Vicari

© Photo di Flavio Vicari

© Photo di Flavio Vicari

© Photo di Flavio Vicari

© Photo di Flavio Vicari
ricevo e volentieri segnalo:

E' uscito il nuovo volume di saggi di Tommaso Romano "Itinerari metapolitici - Tradizione e Azione dall'isola del sole" pag. 272, ISSPE - Palermo 2008.
E' il settimo volume della "Collezione del Mosaicosmo" edita dall'ISSPE ed iniziatasi nel 1997 che racchiude scritti, saggi, interventi del saggista e poeta palermitano, editore di Thule dal 1971, direttore della rivista "Spiritualità&Letteratura" ed uomo politico. (http://www.tommasoromano.it)
Il volume racchiude testi dal 1972 al 2008, esemplari del cammino politico e metapolitico di Romano, ed è diviso in tre parti e due appendici. Sono riprodotti interventi sulla rivoluzione tradizionale, convegni tradizionalisti, la teorizzazione di un tradizionalismo popolare, sociale e cattolico e si ripropone il libro intervista "La diaspora necessaria" curato da Gianandrea de Antonellis, un profilo di Pino Tosca e un resoconto della attività dell'autore nelle istituzioni e nella vita politica e sociale. Completa il volume un'antologia di testi che si riferiscono a quanto trattato nel volume di Giano Accame, Gianfranco de Turris, Renato del Ponte, Pino Tosca, Piero Vassallo nonchè una breve storia del tradizionalismo cattolico in Italia 1946-1970. Giuseppe Bagnasco cura un'ampia biobibliografia dell'autore arricchita da interventi critici di Ignazio E. Buttitta, Manlio Corselli, Piero Vassallo. Il volume arricchito di foto nel testo ha una copertina del pittore futurista Umberto Luigi Ronco e un ritratto di Tommaso Romano opera di Bruno Caruso.
Il libro edito con il contributo della Regione Siciliana Assessorato dei beni culturali ambientali e della pubblica istruzione, può essere richiesto gratuitamente all'ISSPE - Piazza Castelnuovo, 4 - Palermo o inviando una mail all'indirizzo: ilsigillo@email.it
Recensendo un'opera precedente della stessa collezione "Il fare della bellezza" la benemerita pubblicazione napoletana "L'Alfiere" egregiamente diretta da Edoardo Vitale (Corso Vittorio Emanuele, 499 - 80135 - Napoli). A firma Mariano Altieri così ha scritto nel numero di giugno 2008: "La bellezza, i cui semi sono generosamente sparsi in ogni angolo del creato, è costantemente minacciata dalla sterilizzazione delle coscienze, dall'ottundimento dei sensi, dalla mercificazione del tempo. Essa sopravvive, dunque, solo nel fare,
nell'operosa attenzione di chi la protegge, la valorizza, la rende percepibile. Tommaso Romano è sicuramente uno di questi operatori, ma è più appropriato dire cavalieri, della bellezza. Egli percorre luoghi fisici e mentali con un prezioso bagaglio fatto di sensibilità, capacità di ascolto, cultura vasta e viva, ricordi palpitanti. Nel suo peregrinare, che ha come fondale scintillante il saporoso e misterioso universo-Sicilia, l'Autore visita e ritrae con affettuosa maestria numerosi personaggi che quel magico equilibro chiamato bellezza hanno cercato, trovato e difeso, nell'arte, nella filosofia, nella politica, nella devozione al Signore. Un percorso da seguire con spirito libero e mente agile per il continuo di affacciarsi di memorie che Romano sa far risplendere dei colori di Matisse, o di Antonello. Perenne vitalità della nostra amata Sicilia!". (Francesco Megna)